C'è un calendario ricco di gare. E ci sono anche i fondi investiti da parte della federazione ciclistica italiana per alimentare la crescita delle due ruote in rosa. In Campania occorre solo un serbatoio pieno di atlete, dalle allieve alle professioniste. Pino Cutolo, presidente regionale della Federciclismo, ha accolto con grande entusiasmo l'idea di organizzare il Giro della Campania in Rosa, in programma il 22 marzo (partenza da Grumo Nevano, arrivo a Caivano): “Tutto nasce da un'idea di Salvatore Belardo. E noi l'abbiamo appoggiato in toto e stiamo collaborando per l'organizzazione e per il reclutamento delle squadre” spiega Cutolo. Ai nastri di partenza, team quasi tutti italiani. “Speriamo che la corsa porti visibilità e tanta gente sulla strada - aggiunge il presidente regionale di Federciclismo – il ciclismo femminile stenta a decollare al Sud. Stiamo provando ad avvicinare la bici alle giovanissime. Questione di tempo, ce la faremo”. Anche perché non mancano le idee. Tra i progetti della Federciclismo regionale, Pinocchio in bicicletta, con la federazione, attraverso i comitati regionali e con l'avallo del Ministero della pubblica istruzione, che porta il ciclismo e la sua storia nelle scuole elementari, medie, superiori, legandolo al tema dell'alimentazione e del rispetto delle norme…
Caivano - Siamo nei primi anni del 1900, ciò che accomuna questa l’Italica gente è la povertà e la paura: ma è una miseria fiera perché capace di gesti di solidarietà e di indignazione, di chi lavora duramente nei campi 10 o 12 ore al giorno per assicurare la sopravvivenza di tutti, in un mondo comunque duro e vede minacciare la propria esistenza dalla durezza delle condizioni di vita. Nei piccoli paesi che sorgono nel comprensorio napoletano i circoli rappresentano l’unico momento di svago al termine di una giornata di duro lavoro. La radio accompagna le interminabili giornate ed è l’unico mezzo per “vivere” le imprese sportive dei campioni del ciclismo. Il 6 Dicembre 1885 fu costituita a Pavia l’Unione Velocipedistica Italiana, mutata soltanto nel 1964 in Federazione Ciclistica Italia, e i precursori del tempo erano lo statunitense Arthur Zimmermann e l’inglese Georges Mills, in Italia Giuseppe Bagatti Valsecchi, Luigi Magretti e Antonio Robecchi. Nonostante le problematiche di carattere sociale ed economico, il ciclismo era l’unico sport in grado di unire e nel 1908 a Caivano, grazie alla determinazione di un gruppo di amici, guidati dall’Avv. Mario Faraone, nasce la Us Caivanese. Due anni più tardi i dirigenti del sodalizio…
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